Flutter: prime impressioni

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flutter

Flutter è un framework cross-platform utilizzato per sviluppare applicazioni mobile destinate agli ambienti Android, iOS e Windows OS.
La presenza di Google nel progetto lascia ben sperare riguardo la longevità e il supporto. Fin dal rilascio della prima versione stabile nel 2017 l’interesse è stato molto e i risultati hanno superato le aspettative.

Veramente cross-platform?

android ios

La risposta è un grande sì! I risultati che si ottengono sono impressionanti: il look and feel è perfetto tanto da non notare differenza con le applicazioni native.
La sensazione che si prova usando flutter è quella di un prodotto piacevolmente stabile: una volta preparato il progetto le fasi di compilazione cross-platform risultano fluide e stabili.
Per chi ha sempre realizzato applicazioni in codice nativo avere un prodotto che permette di dimezzare i tempi di sviluppo sembra un sogno. Quando si vedono i risultati il sogno diventa realtà.

Primi passi

Il framework è facile da installare, un po’ meno da configurare anche se in rete si trovano già diversi post che aiutano a risolvere i problemi più comuni ed avere quindi una piattaforma operativa in breve tempo.
L’ide consigliato è Android Studio. Anche in questo caso è necessario installare i plugin relativi a Flutter che in sostanza fanno riferimento al framework configurato al passo precedente.
L’ambiente di sviluppo è pronto e si possono cominciare gli esperimenti con la prima applicazione Hello Word! Il linguaggio utilizzato è Dart, leggermente diverso da Java ma sostanzialmente famigliare.

Come si disegnano le pagine?

dart

Purtroppo questa è la prima nota dolente: non esiste ancora uno strumento grafico per disegnare le pagine. La definizione del layout viene fatta tramite codice, in modo diverso da tutto ciò che è conosciuto e quindi ostile al primo impatto (e probabilmente anche al secondo).
Niente paura naturalmente: Google ha sempre prodotto ottima documentazione ed anche in questo caso sono disponibili tutorial ed esempi che aiutano a comprendere i principi che stanno alla base di Flutter.

Pacchetti di installazione

Una volta terminato il progetto basta un semplice comando per generare i pacchetti di installazione per Android e iOS rispettivamente APK e IPA.
Una piccola precisazione: il pacchetto IPA può essere generato solo in ambiente MacOS avendo cura di aver installato Xcode oltre ad Android Studio e Flutter.
Per chi non avesse famigliarità con Mac è possibile sviluppare e testare tutto il progetto sotto Linux o Windows e passare su Mac solo per la fase di generazione del pacchetto di installazione (in questo caso può essere sufficiente una macchina virtuale).
Il file APK invece può essere generato a partire da qualsiasi sistema operativo.

Un po’ di overload

Sia in Android che in iOS le applicazioni vengono incorporate dentro un’app vuota che funge da contenitore è ha il solo compito di caricare la libreria Flutter. A questo punto tutte le interazioni vengono gestire da Flutter.
Questo comporta un piccolo overload che però non impatta sul tipo di applicazioni scritte in Flutter.
La dimensione dei pacchetti aumenta di una quantità irrilevante rispetto al totale e diminuisce all’aumentare del peso dell’applicazione.

L’applicazione ideale

app sample

Analizzando le funzionalità più richieste ci si accorge subito che Flutter è lo strumento ideale in tante situazioni. Non esagero dicendo che Flutter può sostituire le applicazioni native nella maggior parte dei casi.
L’applicazione tipo deve avere la possibilità di gestire un numero variabile di pagine, eventi legati alla pagina e agli oggetti (widget in questo caso) presenti in essa, un buon supporto per gestire database e connessioni a web service, accesso alle risorse del dispositivo (es: documenti) soprattutto immagini e video.

Limiti

Flutter ha grandi potenzialità e anche qualche limite. Questi si incontrano quando le app richiedono prestazioni elevate (alcuni videogiochi ad esempio), quando fanno uso di hardware a basso livello o in caso di funzionalità legate all’architettura del sistema (i servizi ad esempio).
Un altro limite riguarda la mancanza di alcune librerie usate abitualmente nei progetti nativi.

Conclusioni

Flutter si presenta come strumento maturo anche se ha appena un anno di vita. L’interesse è elevato ed il prodotto è in continua evoluzione tanto che il superamento dei limiti appena citati sembra solo una questione di tempo.
La documentazione che si trova in rete e soprattutto il supporto degli sviluppatori indipendenti lascia intravedere una comunità in continua crescita.
La possibilità di scrivere una sola applicazione per tutte le piattaforme mobili è un desiderio che molti developer (se non tutti) hanno da quando è stato coniato il termine App.

08 Gennaio 2019
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